centro estivo 2026
Amo ogni cosa che vivo e ringrazio il Signore per la professione che svolgo.
Stare con bimbi e ragazzi ci rallegra il cuore, e ogni volta quello che riceviamo è più di quello che doniamo, insegniamo e trasmettiamo.
Ma come devo dirvelo tutto quello che abbiamo fatto in due settimane?
E come devo mostrarvi i sorrisi dei bimbi coprendo i volti?
Tante, tante e tante le emozioni, tantissime le scoperte e le esplorazioni.
Abbiamo passeggiato, anche sotto al caldo, ma la stanchezza l’abbiamo sentita dopo; abbiamo trovato animaletti, alcuni privi di vita ma abbiamo potuto raccontare storie e osservarli; alcuni li abbiamo dissetati e hanno ripreso il volo; ad certi abbiamo dato da mangiare, altri li abbiamo visti strisciare e non cascare a testa in giù. Mucche, pecore, oche, farfalle, bruchi, libellule. Versi, colori e curiosità sulla vita e il modo di riprodursi. Anche questo va saputo spiegare con termini giusti e al momento giusto, soprattutto quando la curiosità nasce in loro. E che dire delle orme? Animali notturni, come istrice, lupi e cinghiali. Certo, chi decide di vivere ed esplorare il bosco non ha paura di incontrarli. Abbiamo ascoltato racconti di attività contadine di una volta, zia Gio’ lo ha fatto vedendo un bastoncino a tre punte: “a furca i livunu”.
Si certo, concetti in dialetto, toponomastica, erbe raccolte e utilizzo, albe, tramonti, orientamenti e stelle. Perché un territorio se lo vivi lo devi conoscere bene. E a proposito di stelle, la tombolata sotto le stelle la tralasciamo, ma vi racconto il musical fatto da tutti i partecipanti del centro estivo, si da tutte le “libellule” che spiccano il volo.
Spettacolo teatrale, dialoghi, danze, brevi racconti, vi assicuro preparato in cinque giorni, con un’ora di prove al giorno e i balli fatti dai ragazzi. Stupendi tutti tutti.
Veramente bella la curiosità di alcuni bimbi, come le frasi dietro all’angolo “pero’ quando ci sgrida Maria Angela io ho proprio paura”. È vero, perché se c’è una cosa che mi fa arrabbiare e non trattengo mimica è quando viene meno il rispetto dell’altro, dando poca attenzione a cio’ che sta dicendo o saltando i turni. Una comunità educante, una comunità educata. Poi massima libertà, come le LIBELLULE.
Proprio questo spazio libero gli ha permesso di osservare ogni cosa intorno a loro, generando curiosità.
Ma quanto sono belli!
Hanno costruito con oggetti naturali, ci siamo rinfrescati con giochi d’acqua, hanno creato con materiale da riciclo, hanno messo su storie guidate dalla fantasia e dalla collaborazione di idee. Vederli collaborare e selezionare le idee vi assicuro che non ha prezzo. Ancora d’incanto è vederli colorare su uno spazio grande, con tecniche diverse, ma ognuno rispetta il proprio spazio, senza distinzione di fascia di età, perché è bello sentirsi tutti uguali. Abbiamo letto libri, ascoltato le sensazioni, le emozioni, i bisogni del nostro corpo, i suoni che riusciamo a fare con esso, a partire dal battito delle mani, dei piedi, allo schioccare delle dita e della lingua. Ma la collaborazione con la nostra amica Rossella e il suo Hang ha attratto tutti. Ne abbiamo approfittato per suonare strumenti insoliti e materiale da riciclo, vivere le pause, le attese, i silenzi, con spartiti naturali che hanno generato ulteriore osservazione sul ciclo vitale. Peccato che stiamo perdendo la connessione con la natura per alcuni aspetti, avremmo tanto da apprendere senza annoiarci, rispettando modi di essere e tempi altrui.
Posso assicurarvi che due settimane mi hanno permesso di vederli crescere e nascere sorrisi anche sui visi di bimbi più scettici o inibiti. Che splendore!
Merende e pic-nic, perché a volte è difficile tenere anche un panino in mano o gestire da soli il pranzo. Nulla è stato deciso a caso, nulla è stato impossibile è nulla di tutto cio’ mi sto inventando.
Peccato, certo sperperato tanta energia, insieme a tutti i collaboratori, ma quest’anno l’ho desiderato più di ogni altra cosa e devo dire che è stata una esperienza favolosa.
Ah! Dimenticavo, quando scrivevo “ci piace pensare che … … la bellezza esiste e che possiamo ancora meravigliarci” avevo ragione, ma diamoglielo lo spazio e il tempo ai bambini per farlo, diamoglielo il modo e il tempo per meravigliarsi.
E ancora, quando dico “scegliete la strada giusta e spiccate il volo” lo dico perché quella strada mi ha donato pianti e sorrisi ma ha saputo trovare la soluzione ad ogni cosa.
Ora posso svelarvi cosa c’era sotto al bruco? No, sarebbe una storia triste e a noi piacciono i lieto fine!